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Sunday, 09 September 2018 12:36

AUTOREFERENZIARSI SUI SOCIAL…ANCHE NO!

Come evitare di alimentare il nostro Ego

Alcuni lo hanno capito da soli, ad altri è stato consigliato di non farlo, altri invece proprio non possono resistere alla tentazione di autoreferenziarsi sui social network.
Che dire? Basterebbe il buon senso per capire che autocelebrarsi non è un buon modo per farsi pubblicità, ma purtroppo ognuno di noi deve fare i conti con il proprio Ego che talvolta è smisurato.
Mi è capitato qualche settimana fa di assistere ad un incontro istituzionale  a cui ha partecipato anche un noto politico della zona (di cui non farò il nome).L’intervento del politico è durato circa 30 minuti, 20 dei quali passati ad elencare passo passo tutti i successi ottenuti negli ultimi anni. Durante questi lunghissimi 20 minuti ho realizzato quanto sia noioso e controproducente autocelebrarsi. Noioso, perché al secondo punto della “lista dei successi” avevo già perso di interesse e controproducente perché ostentando troppa sicurezza il rischio di apparire immodesti e presuntuosi è alto.

Qualcuno obietterebbe che sui social è diverso, vero sui social è molto peggio! Nel senso che i tempi di attenzione e di coinvolgimento si accorciano drasticamente. Se non ho interesse ad ascoltare o leggere un post vado immediatamente “oltre”.

Il mio consiglio è quello di comunicare ciò che sapete, esponendovi anche a critiche e di raccontando esperienze vissute durante la vostra carriera professione, con semplicità e magari con un pizzico di autoironia che ci aiuta ad apparire più simpatici e più umani, se invece volete intraprendere la carriera politica potete dare sfogo all’autoreferenzialità, ma attenti “ chi si loda si imbroda”!

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L’importanza attuale dei Social Media nella nuova rivoluzione industriale e l’evoluzione delle figure professionali coinvolte

 

Ad oggi abbiamo assistito a 3 rivoluzioni industriali.
 
XVIII secolo L’uomo inizia ad usare l’energia prodotta dal vapore per fare funzionare le macchine
XIX secolo. L’uomo inizia ad usare l'elettricità, i prodotti chimici e il petrolio
XX secolo. L’uomo usa l’elettronica e l'informatica
XXI secolo. Quella che è in atto, che ancora stiamo vivendo, che ancora non abbiamo compreso fino in fondo. Si tratta della rivoluzione digitale. L’industria 4.0.

Se parliamo di Industria 4.0 generalmente ci riferiamo a una serie di cambiamenti nei modi di produzione, ma anche dei rapporti di produzione.
Secondo la definizione della società di consulenza Roland Berger, lndustry 4.0 è l'insieme di tecnologie che accompagneranno la cosiddetta quarta rivoluzione industriale, basata sulla digitalizzazione e interconnessione di tutte le unità produttive presenti all'interno di un sistema economico" (Roland Berger, 2014).

Le tecnologie coinvolte saranno diverse:
Robot autonomi, Simulatori, Internet delle cose, Cybersicurity, Cloud, Additeve manufacturing: (stampe 3d), Augmented reality e infine big data e analytics

La digitalizzazione delle imprese ha un impatto notevole anche sulle vendite perchè fornisce un aiuto nelle scelte strategiche e lo stesso può avvenire nella negoziazione di sevizi post vendita e di assistenza clienti. Fra gli strumenti  usati come reale canale di ascolto del cliente vi sono anche i social network, fonte enorme per studiare il mercato in cui si opera.
I Social Media spingono a nuove forme di collaborazione all’interno e all’esterno di un sistema produttivo e sono lo strumento più potente in mano a una PMI per migliorare la propria visibilità online e raggiungere nuovi clienti.
Si tratta di una tendenza a nuove specializzazioni e competenze già in atto, sebbene sia solo agli albori soprattutto in Italia.

Nuove figure professionali sono nate per sfruttare a pieno il potenziale dei Social.
Figure diverse  che necessitano di abilità legate a social network, tecniche di Search engine optimization (SEO) e gestione dei blog. stanno diventando sempre più richiesti nei settori, marketing e vendite delle aziende industriali, manifatturiere e di servizi .

Le competenze in fatto di security e connettività sono le più gettonate nei settori della progettazione, automatizzazione della produzione  e della logistica, nell’area sistemi informativi i profili più richiesti ruotano invece attorno alla data analysis, al controllo e alla gestione dei dati.

Io mi occupo di Social network limitatamente all’analisi di dati relativi ai social che gestisco, nulla a che vedere con i big data, ma una cosa credo di averla capita: sta aumentando la necessità di sfruttare dati per fare business.
L’analisi e la trasformazione dei dati in informazioni caratterizzeranno nel futuro prossimo una nuova tendenza nel marketing off e on line.
Credo che “vincerà” chi saprà adeguarsi e interpretarli al meglio.

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Wednesday, 15 November 2017 09:50

Liberi professionisti, sul web dovete esserci

3 consigli utili per avvocati, commercialisti e promotori finanziari.

Sempre più spesso vengo contattata da professionisti, che chiedono il mio aiuto per la gestione dei Social network.
Normalmente la loro formazione digitale è strettamente legata all’ambito lavorativo, di social ne sanno ben poco.
Fin qui tutto ok, da sempre sostengo che ognuno deve fare il proprio mestiere, ciò che mi sorprende è che professionisti che hanno attività da più di 20 anni non hanno ancora un sito internet.
Ormai è abitudine comune cercare info nel web su chiunque, tanto più se cerchiamo un consulente che ci difenda in tribunale o che ci faccia pagare meno imposte o amministri il nostro portafoglio.
Lo studio è una realtà particolare, differente dall’azienda e per anni  è stata un’isola felice grazie anche a un benessere che non induceva al cambiamento, ma la crisi ha colpito, seppur con un po’ di ritardo, anche queste realtà.
Il consulente che non si rinnova e che non offre un valore aggiunto è destinato a chiudere bottega.
Il consulente che non è visibile diventa invisibile.
Qualcuno potrebbe ribattere che il passaparola è ancora l’attività di marketing più comune e apprezzata, vero! Ma se aggiungiamo il potenziale del web al consiglio dell’amico, le probabilità di trovare nuovi clienti aumenta esponenzialmente.

Per un professionista è importante trasmettere fiducia e competenze, non sempre i Social sono sufficienti, ma il sito e ancora meglio il blog sono strumenti di gran lunga più efficaci.
Il mio primo consiglio è quello di avere un sito, evitando i “fai da te” gratuiti. Rivolgetevi ad agenzie o professionisti che siano in grado di comunicare con immagini e testi ciò che siete e ciò che fate e di rivolgersi correttamente alla vostra attuale e potenziale clientela.
Investite un po’ di denaro perché i testi del sito siano ottimizzati nel modo migliore, tramite un’attività di SEO (Search Engine Optimization) che vi consenta di essere trovati più facilmente dai motori di ricerca.

Ultimo consiglio: una volta creato il sito non dimenticatevelo! Un sito perché abbia valore và aggiornato costantemente con contenuti ed immagini, altrimenti è  come allestire una vetrina e non cambiarla mai più, voi comprereste in un negozio che ha la stessa vetrina da anni?

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